Athos ed Aramis si guardarono ridendo: sapevano meglio di chiunque quali fossero quelle proposte, a chi erano state avanzate, e da chi.

«E la casa dove sono i plenipotenziarj, chiese Athos, appartiene?...

«Al signor di Chanleu, che comanda le vostre truppe a Charenton. Dico vostre truppe, perchè mi figuro che voi, signori, siate della Fronda.

«Eh! all’incirca, disse Aramis.

«Come, all’incirca?

«Eh! voi lo sapete meglio di chicchessia: in questo tempo non si può dire precisamente che cosa uno è.

«Noi siamo per il re e pei signori principi, conchiuse Athos.

«Bisogna però che c’intendiamo: soggiunse Chatillon, il re è con noi, ed ha per generalissimi i signori d’Orleans e di Condé.

«Sì, replicò Athos, ma il suo posto è nelle nostre file con i signori di Conti, di Beaufort, d’Elboeuf e di Bouillon.

«Può darsi, ribattè Chatillon, ed è noto che per conto mio ho pochissima simpatia pel signor di Mazzarino: anzi i miei interessi sono in Parigi: ho colà una lite da cui dipende tutta la mia fortuna, e come mi vedete esco da consultare il mio avvocato.