«Signore, ve lo avevo detto, e ora mi duole di aver tanto bene mantenuta la mia parola. Posso esservi utile in qualche cosa?»

Chatillon fe’ un gesto con la mano, ed Aramis si apprestava a smontare, ma ad un tratto ricevè un colpo fortissimo in un fianco.

Era una stoccata; l’usbergo però bastò a pararla.

Egli si volse con impeto, afferrò col pugno quel nuovo antagonista... ed ecco due grida mandate in un momento medesimo, uno da lui, uno da Athos:

«Raolo!

«Raolo!»

Il giovinetto riconobbe ad un tempo e il volto del cavaliere d’Herblay e la voce di suo padre, e lasciò andarsi il ferro di mano.

Parecchi cavalieri dell’armata parigina si slanciavano sopra Raolo: Aramis lo coperse col suo brando.

«Prigioniero mio! esclamò, passate al largo!»

Athos frattanto prendeva per la briglia il palafreno di suo figlio e lo traeva fuor della mischia.