Montarono a cavallo ed arrivarono ad Abbeville.

Ivi si fermarono assai perplessi a motivo della grande quantità di alberghi; a tutti non si poteva andare, e come indovinare in quale fossero stati alloggiati coloro che si cercavano?

«Date retta a me, Athos, suggerì Aramis, non pensiamo a trovar nulla in Abbeville. Se noi siamo nell’imbarazzo, vi sono stati anche i nostri amici. Se fosse stato solo Porthos, sarebbe ito ad alloggiare nella più magnifica locanda, e noi facendocela indicare saremmo sicuri di rinvenire le traccie del suo passaggio; ma d’Artagnan non ha tali debolezze: invano Porthos gli avrà fatto osservare che moriva di fame, egli avrà proseguito il cammino, inesorabile quanto il destino, e noi dobbiamo ricercarlo altrove».

Continuarono adunque il viaggio, ma nulla si presentò; era impresa delle più ardue, e specialmente fastidiosa, quella assuntasi da Athos ed Aramis, e senza il triplice movente dell’onore, dell’amicizia e della riconoscenza, fisso nell’animo loro, essi avrebbero rinunziato mille volte a frugare tra l’arena, a interrogare i viandanti, a commentare i segni, ad osservare i volti.

Andarono così fino a Peronne.

Athos principiava a disperare. Quest’uomo nobile e interessante, faceva a sè rimprovero dell’oscurità in che si trovavano egli ed Aramis: o non avevano cercato bene, o non avevano usata insistenza abbastanza nel domandare, o sufficiente accortezza nello investigare. Erano pronti a tornarsene indietro; ed ecco che traversando il sobborgo che guidava alle porte della città, sopra un muro bianco, formante l’angolo di una strada che girava attorno al bastione, venne fatto ad Athos di adocchiare un disegno eseguito con la pietra nera, il quale rappresentava con la semplicità delle prime prove di un fanciulletto che adopri la matita, due cavalieri correndo come frenetici, ed uno di questi tenendo in mano un cartellone ove era scritto in ispagnuolo:

Siamo seguitati.

«Oh oh! disse Athos, questa è chiara: d’Artagnan, quantunque inseguito, si sarà fermato qua cinque minuti; d’altronde ciò prova che non era inseguito molto da vicino, e forse gli sarà riuscito di fuggire».

Aramis tentennava il capo:

«Se fosse fuggito, lo avremmo riveduto, o almeno inteso discorrere di lui.