«Che sono entrati nel mio cortile coi cavalli attrappati, e avanti che avessero tempo di richiudere il portone, sono capitati dopo di loro otto cavalleggieri che gl’inseguivano.
«Otto! fece Aramis, ma mi maraviglio che d’Artagnan e Porthos, due prodi di quella fatta, si siano lasciati arrestare da otto uomini.
«Certamente, mio signore, e coloro non vi sarebbero riusciti, se non avessero raccolto per la città una ventina di soldati del reale italiano in guarnigione in questa piazza, talmente che i vostri due amici sono stati, come si può dire alla lettera, oppressi dal numero.
«Arrestati! fece Athos, e si sa egli perchè?
«No signore; sono stati condotti via subito, e non hanno avuto campo a dirmi nulla; soltanto, quando sono partiti, io ho trovato questo pezzo di spada sul campo di battaglia nell’ajutare a levar di terra due morti e cinque o sei feriti.
«E a loro, domandò Aramis, non è avvenuto niente?
«No, non crederei.
«Orsù! è sempre una consolazione, seguitò Aramis.
«E sapete dove siano stati condotti? chiese Athos.
«Dalla parte di Louvres.