«Sì? fece ridendo Aramis, sarà, l’è un’antica abitudine. Ma non salite?
«Andate avanti, vi seguo.
«Giusto! come diceva il defunto ministro al defunto re: — Per farvi strada, o sire. — »
Aramis avanzò prestamente.
D’Artagnan gli andò appresso, ma più adagio: si scorgeva non esser egli assuefatto a camminare in luoghi simili.
«Compatite, gli disse Aramis in ischerzo osservando la sua difficoltà, se avessi saputo di avere il bene della vostra visita vi avrei fatto preparare delle torce.
«Signor mio, disse Planchet quando vide d’Artagnan avviarsi, va bene per il signor Aramis, può stare anche per voi, a tutto rigore starebbe pure per me, ma i due cavalli non possono passare, dentro al chiostro.
«Conduceteli sotto la tettoja, replicò Aramis accennando una specie di fabbricato sulla pianura, vi troverete per loro paglia e biada.
«E per me? fece Planchet.
«Tornerete qua fuori, darete tre colpi e vi faremo calare della roba da mangiare; state quieto, qui non si muore di fame!»