D’Artagnan e Porthos si erano rannicchiati ciascuno in un viale laterale, dietro una cassa, ed attendevano.

Mazzarino venne a distanza di tre passi dal Guascone, a spingere una molla celata dal muro. La lastra girò, e il melarancio ch’essa sosteneva tornò al suo posto.

Allora il ministro spense la candela e se lo rimise in tasca, e ripresa la lampada, disse:

«Si vada a veder il signor di la Fère.

«Bene! pensò d’Artagnan, è la stessa strada che facciamo noi, andremo insieme!»

Tutti tre si avviarono, Mazzarino pel viale di mezzo, e Porthos e d’Artagnan per quelli dalle parti. Questi due ultimi scansavano attentamente le lunghe linee luminose che fra le casse andava segnando la lanterna.

Il ministro arrivò ad una seconda porta coi vetri senza accorgersi di essere seguitato, perocchè l’arena molle attutiva il rumore che facevano gli altri camminando.

Indi voltò a sinistra, prese da un corridojo a cui i due amici non avevano ancor badato; ma sul punto di aprirne l’usciale si ristette pensoso.

«Ah diavolo! proferì, mi scordavo la raccomandazione di Comminges: bisogna che io pigli i soldati e li ponga qui fuori, onde non mettermi a discrezione di quel demonio sfrenato».

E con un atto d’impazienza, si girò per tornare indietro.