«Non vi state ad incomodare, monsignore, disse d’Artagnan piantato avanti il piede, col cappello in mano, con graziosissima ciera, abbiamo seguitato sempre Vostra Eccellenza; e siamo qua.
«Sì, siamo qua, confermò Porthos».
E fe’ lo stesso gesto di garbato saluto.
Mazzarino fece correr gli occhi spaventati dall’uno all’altro, li ravvisò ambedue, e si lasciò cadere la lanterna, dando un gemito di paura.
D’Artagnan raccolse questa da terra; per buona sorte nel cascare non si era smorzata.
«Oh! disse egli, monsignore, che imprudenza! non conviene andar senza lume; Vostra Eccellenza potrebbe urtare in una cassa o ruzzolare in una buca.
«Signor d’Artagnan! balbettò Mazzarino attonito.
«Sì, monsignore, son io che ho l’onore di presentarvi il signor du Vallon, l’ottimo mio amico, a cui l’Eccellenza Vostra ebbe in addietro la bontà d’interessarsi cotanto?»
E d’Artagnan diresse la luce della lampada verso la faccia allegra di Porthos, che cominciava a comprendere ed era contentissimo. Di poi continuò:
«Andavate dal signor di la Fère, monsignore; non vi pigliate soggezione di noi; anzi, insegnateci la strada, e vi verremo appresso».