«Prima, monsignore, riposatevi; e noi ci rifletteremo.

«Non ho necessità di riposo, ma di sapere se sono in mani amiche o nemiche.

«Amiche, amiche, Eccellenza!

«Or dunque, ditemi subito ciò che volete, onde io conosca se è possibile fra noi un aggiustamento. Parlate, signor conte di la Fère.

«Monsignore, replicò Athos, per me nulla ho da chiedere, e troppo per la Francia; quindi mi astengo, e cedo la parola al cavaliere d’Herblay».

Ed inchinatosi, mosse un passo all’indietro, e rimase in piedi appoggiato al caminetto, come semplice spettatore.

«Dite su, riprese il ministro, che bramate? non vi siano ambiguità, non finezze; siate breve, succinto e preciso.

«Io, monsignore, giuocherò a carte scoperte.

«Dunque, fuori il vostro giuoco!

«Ho in saccoccia, disse Aramis, il programma dei patti che venne ad imporvi jeri l’altro a San Germano la deputazione nella quale facevo parte ancor io. Rispettiamo in primo luogo i diritti antichi: le domande inserite nel programma saranno concesse.