Vi s’ignorava tuttavia che fosse scomparso Mazzarino; lo sapeva soltanto Anna, la quale occultava il suo dispiacere anche alle persone di sua maggiore intimità. Nella stanza di d’Artagnan e di Porthos eransi rinvenuti i due soldati legati e manettati; a questi si era reso immediatamente l’uso delle membra e della favella, ma non avevano da dire altro se non ciò che stava a lor cognizione, cioè, come fossero stati tirati su, avvinti e spogliati; però di quel che avessero fatto Porthos e d’Artagnan essendo usciti dalla porta onde eglino erano entrati, i meschinelli si rimanevano all’oscuro al pari di tutti gli altri abitanti del castello.
Bernouin soltanto era un po’ più informato. Non vedendo ritornare il suo padrone, e udita suonare la mezzanotte, si era azzardato a penetrare nel locale degli agrumi; la porta chiusa mediante i mobili postivi a ridosso gli aveva dato qualche sospetto; bensì egli non avea voluto di questi dare comunicazione a veruno, e con pazienza erasi aperto il varco sgombrando tutta quella roba. Poi giunto nel corridojo lo trovava spalancato da ogni lato; così pure succedeva della porta della camera di Athos e di quella del parco. Arrivato colà, gli fu facile di seguitare i passi impressi sulla neve; vide che questi finivano al muro. Dalla parte opposta scorse la stessa traccia, e indi zampate di cavalli, e poscia le orme di una intera compagnia di cavalleria allontanatasi nella direzione di Enghien. Allora non gli restò più dubbio che il ministro fosse stato portato via dai tre prigionieri, dacchè questi insieme con lui erano spariti, e di tutto ciò Bernouin correva a dar avviso alla regina a San Germano.
Anna gli raccomandò il silenzio, ed egli lo serbò rigorosamente. Se non che ella fece venire a sè il signor Principe, al quale raccontò tutto, e che tosto mise in moto cinque o seicento uomini a cavallo, con ordine di visitare i contorni, e ricondurre a San Germano qualunque truppa sospetta che movesse da Rueil per qual si fosse direzione.
Ed ora, siccome d’Artagnan non formava una truppa, giacchè era solo, giacchè non si allontanava da Rueil, giacchè andava a San Germano, così niuno gli badò, nè fuvvi il menomo ostacolo al suo viaggio.
La prima persona che il nostro ambasciadore ebbe veduta, all’entrare nel cortile del vecchio palazzo fu propriamente messer Bernouin, che, ritto sulla soglia, attendeva notizie del padrone.
Bernouin, scorgendo d’Artagnan che passava a cavallo nel cortile d’onore, si fregò gli occhi e credè avere sbagliato. Ma d’Artagnan col capo gli fece un piccol cenno amichevole, e smontò, e gettata la briglia del palafreno sul braccio di un lacchè, si avanzò col sorriso sul labbro incontro al gran cameriere.
Il quale alla guisa di uno che preso quasi da incubo parli di notte dormendo, esclamò:
«Il signor d’Artagnan!
«Per l’appunto, signor Bernouin.
«E a che venite?