Ed ecco ciò che vi guadagnava ciascuno:

Il signor di Conti si aveva Damvilliers, ed avendo fatto mostra di sè come generale, otteneva di restare uomo d’arme e non diventare cardinale. Di più, erano state lanciate alcune parolette di matrimonio con una nepote di Mazzarino, le quali poi eransi raccolte favorevolmente dal principe, a cui poco premeva chi si fosse la moglie, pur che moglie gli si desse.

Il duca di Beaufort rientrava in corte, con tutte le soddisfazioni dovutegli per le fattegli offese, e con gli onori a cui aveva diritto pel suo rango. Gli si concedeva la piena e intera grazia di quelli che lo avevano ajutato nella fuga, la sopravvivenza all’ammiragliato che teneva il duca di Vendome suo padre, ed una indennizzazione per le case e ville di suo che il Parlamento di Brettagna avea fatto demolire.

Il duca di Bouillon riceveva delle proprietà di valore eguale al suo principato di Sedan, una indennizzazione per le otto annate di non godimento del suddetto principato, e il titolo di principe accordato a lui ed a quelli di sua casa.

Il duca di Longueville aveva il governo del Ponte-dell’Arca, cinquecento mila lire per la sua consorte, e l’onore di vedere il suo figlio tenuto a battesimo dal giovane re e dalla giovane Enrichetta d’Inghilterra.

Aramis stipulò che Bazin officiasse a quella solennità, e che Planchet avesse a vendere i confetti.

Il duca d’Elboeuf ottenne il pagamento di certe somme dovute a sua moglie, cento mila lire pel maggiore de’ suoi figli, e venticinque mila per ognuno degli altri.

Il Coadjutore soltanto non ebbe nulla; gli fu promesso di trattare pel bramato cappello, ma egli sapeva quanto si potesse contare su tali promesse di Anna e di Mazzarino; ed all’opposto dal signor di Conti, non potendo essere cardinale, gli toccava rimanere uomo di guerra.

E così, quando tutta Parigi si rallegrava del ritorno del re fissato al posdomani, Gondi, solo in mezzo alla generale esultanza, era tanto di mal umore, che mandò tosto a chiamare due individui cui voleva ricercare quando era in pari disposizione di spirito.

Un di costoro era il conte di Rochefort, e l’altro il mendico da Sant’Eustachio.