Si abbracciarono. Planchet era di già a cavallo, d’Artagnan saltò in sella.
Indi si strinsero ai nuovo la mano.
I cavalcanti diedero di sprone e si diressero dalla parte di Parigi.
Aramis restò in piedi ed immobile in mezzo alla strada sinchè gli ebbe perduti di vista.
Ma dopo duecento passi d’Artagnan si fermò in tronco, smontò, gettò la briglia sul braccio a Planchet, prese le pistole e se le mise nella cintola.
«Che avete, signore? chiese Planchet sgomento.
«Ho, che per quanto ei sia accorto non sarà detto che m’infinocchi; sta qua e non ti muovere, mettiti sull’orlo della via ed aspettami».
E d’Artagnan si slanciò dall’altro lato del fosso, e corse a traverso alla pianura in modo da passar per dietro il villaggio. Aveva osservato tra la dimora d’Aramis e la casa dove abitava madama di Longueville uno spazio vuoto chiuso soltanto da una siepe.
Forse un’ora prima avrebbe durato fatica a ritrovare quella siepe, ma ormai era comparsa la luna, e sebbene tratto tratto i nuvoli la coprissero, ci si vedeva abbastanza per rinvenire la strada.
D’Artagnan arrivò alla chiudenda, e dietro a questa si nascose.