Transitando dinanzi alla casa dov’era accaduta la scena da noi narrata, aveva badato che dalla stessa finestra traspariva da capo il lume, ed era convinto che Aramis non fosse ancora tornato alla propria dimora.
In fatti, dopo un momento udì rumore di passi e come di voci sommesse.
Poi gli uni si ristettero e le altre si tacquero.
Egli posò in terra il ginocchio, cercando il più fitto della siepe onde appiattarvisi.
Nell’istante comparvero due uomini, lo che molto lo sorprese; però, in breve cessò in lui lo stupore dacchè intese una voce dolcissima: per cui si avvide che uno dei due uomini era una donna travestita.
«State quieto, caro Réné, diceva la vocina soave, non succederà più la stessa cosa: ho scoperto una specie di sotterraneo che va per sotto la strada, e d’ora innanzi ci basterà alzare una delle lastre che sono davanti alla porta per darvi comodo ad entrare ed uscire.
«Oh! disse l’altro che d’Artagnan riconobbe essere Aramis, vi giuro, principessa, che se non dipendesse da tali precauzioni la vostra reputazione, e s’io arrischiassi solamente la mia vita....
«Sì, sì, so che siete coraggioso e ardito al pari di chiunque, ma voi non siete soltanto mio, siete di tutto il nostro partito.... Sicchè abbiate prudenza!
«Obbedisco sempre, signora, quando si sa comandarmi così graziosamente».
Ed Aramis baciò la mano al signorino.