Parve che nel dir questo Porthos inghiottisse a stento la sciliva.
«Madama du Vallon, continuò, era di una nobiltà assai dubbia; di primo letto (non credo raccontarvi cose nuove) aveva sposato un procuratore. Qui trovarono che questo era nauseante.... sì, dissero nauseante.... capite? è una parola da far uccidere trentamila uomini; io ne uccisi due, lo che fece tacere gli altri, ma non me li rese amici. Sicchè non ho più compagnia, vivo solo, mi annojo, mi struggo».
D’Artagnan sorrise; vedeva la mancanza di usbergo, e preparava la botta.
«Ma insomma, disse, siete nobile di per voi, e la vostra moglie non vi può disfare.
«Sì; ma intendete, non essendo di nobiltà storica come i Coucy che si contentavano di esser Signori (sires), ed i Rohan che non volevano esser duchi, tutti coloro che sono visconti o conti, passano avanti a me, in chiesa, nelle cerimonie, dappertutto, ed io non ci posso ridire.... Ah! se fossi soltanto....
«Barone, non è così? fece d’Artagnan terminando la frase.
«Oh! esclamò Porthos, se fossi barone!
«Bene! pensò il tenente, qui riuscirò».
E rispose:
«Or bene, amico mio, quel titolo che bramate, oggi vengo a portarvelo».