«Come, meglio? fece Porthos.
«Sì, perchè sua Eccellenza darà tutto quel che si voglia, terre, numerario e titoli.
«Ah! ah! ah! esclamò Porthos, e spalancava gli occhi.
«Sotto l’altro ministro, proseguì d’Artagnan, non sapemmo profittare della fortuna; e sì, gli era il caso, veh! non lo dico per voi che avevate in vista le vostre quaranta mila lire di entrata e mi parevate l’uomo più avventurato di questo mondo».
Nuovo sospiro del signor de Bracieux di Pierrefonds.
«Bensì, tirò innanzi il tenente, non ostante le vostre quaranta mila lire, e forse anche per ragione di queste, ho idea che una piccola corona farebbe ottima comparsa sulla vostra carrozza.... eh?
«Ma sì, ripicchiò Porthos.
«Or bene, guadagnatevela. Ella sta su la punta della vostra spada. Noi non ci nuoceremo. Il vostro scopo è un titolo; il mio è danaro. Che io ne guadagni a sufficienza per far ricostruire Artagnan (lasciato andare in rovina da’ miei antenati impoveriti mediante le crociate), e per comprare intorno a questo una trentina di jugeri, non mi occorre altro: mi vi ritiro, e là muojo tranquillo.
«Ed io, disse Porthos, voglio esser barone.
«Lo sarete.