«Ebbene? domandò Athos, spero che lo inconveniente accaduto non abbia avuto conseguenze?

«Non si sa ancora niente: il medico nulla ha potuto dire a motivo dell’enfiagione; teme però che abbia sofferto qualche nervo.

«E non vi siete trattenuto sino a più tardi, presso madama di S. Remy?

«Avrei dubitato di non esser qui all’ora vostra di pranzo e di farvi aspettare», rispose Raolo.

In quel punto un ragazzetto mezzo contadino e mezzo lacchè venne ad avvisare che la cena era in tavola.

Athos condusse il suo commensale nel salotto da mangiare, semplicissimo, ma avente le finestre che da un lato davano sul giardino e dall’altro sopra una stufa ove crescevano fiori magnifici.

D’Artagnan diede un’occhiata al servito; il vasellame era superbo; ben si scorgeva esser tutta vecchia argenteria di famiglia. Sopra una credenza stava un bellissimo mesciroba dello stesso metallo. Ei si fermò a contemplarlo.

«Oh! questo è fatto egregiamente! disse poi.

«Sì, fece Athos, è un capolavoro di un sommo artista fiorentino chiamato Benvenuto Cellini.

«E la battaglia che rappresenta?