«Di certo: bramavo prender consiglio da voi tutti, e pensare ai mezzi di far qualche cosa, giacchè uno senza l’altro saremo sempre scompleti.

«È giusto. Mi parlavate di Porthos: lo avete dunque indotto a cercar fortuna? ma le fortune, le ha digià.

«Sì, le ha; ma l’uomo è fatto così, che desidera sempre.

«Ed egli che desidera?

«D’esser barone.

«Ah! è vero, me lo scordavo, disse Athos ridendo.

«È vero! bucinò fra sè il tenente. E di dove lo sa egli? che sia in corrispondenza con Aramis? Oh! se sapessi questo, saprei tutto».

Terminò là il colloquio, perchè appunto capitò Raolo. Athos voleva dolcemente rimproverarlo; pure nel mirarlo afflitto non n’ebbe coraggio, ed anzi sospese il discorso per domandargli che cosa avesse.

«Forse la vostra vicina sta di peggio?» chiese d’Artagnan.

«Ah, signore! replicò Raolo quasi soffocato dall’affanno, la caduta è grave, e benchè senza apparente difformità, il medico teme che zoppichi sinchè vive.