«Potete andare a dir addio per voi e per me a madama di S. Remy; vi aspetterò qui alle sette ore».

Raolo s’inchinò con espressione di rincrescimento misto a gratitudine, e si ritirò per andare a por la sella al suo cavallo.

D’Artagnan poi, appena trovatosi fuori di luogo da esser visto, si era tratto di saccoccia il biglietto e lo aveva riletto

«Tornate sul momento a Parigi».

«G. M.»

«È secca, questa lettera, brontolò, e se non ci fosse per fortuna un poscritto non l’avrei capita».

E diede una scorsa al poscritto, che gli faceva passar sopra al laconismo della missiva:

P. S. «Passate dal tesoriere del re a Blois, dategli il vostro nome, e mostrategli la presente, e riscuoterete duecento doppie».

«Ecco! fece il tenente, mi piace questa prosa, e il ministro scrive meglio che non mi credevo. Planchet, si vada a far visita al signor tesoriere, e poi di galoppo.

«Per Parigi?