E siffatta persuasione maggiormente si accrebbe nella sua mente allorchè poco a poco Beaufort e Chavigny sempre più inaspritisi, cessarono totalmente di frequentarsi. Allora la Ramée sentì più forte aggravarsi sul suo capo la responsabilità; e siccome giustamente, per le ragioni da noi quivi spiegate, ei cercava qualche sollievo, accolse premurosamente la proposizione fattagli dal suo amico l’intendente del maresciallo di Grammont di dargli un compagno, e tenutone subito proposito col signor di Chavigny, gli era stato da questo risposto non opporvisi in veruna maniera, con patto che peraltro il soggetto fosse di suo genio.
A noi sembra inutilissimo il dare ai nostri leggitori il ritratto fisico o morale di Grimaud: se essi, come noi speriamo, non hanno dimenticata del tutto la prima parte della presente opera[8] debbono aver serbato assai chiara ricordanza di quello stimabile individuo, in cui non era avvenuto altro cambiamento se non se di avere venti anni di più, il quale acquisto non aveva fatto che renderlo più taciturno che mai, ancorchè Athos dopo la variazione in lui succeduta gli avesse resa piena licenza di parlare.
Ma in quell’epoca Grimaud aveva già da dodici o quindici anni adottata l’abitudine di tacersi, ed un’abitudine di dodici o quindici anni è diventata una seconda natura.
XX. Entra in funzioni Grimaud.
Sicchè Grimaud si presentò alla torre di Vincennes con l’esteriore suo favorevole. Il signor di Chavigny si piccava d’aver l’occhio infallibile, lo che potrebbe indurci ad opinare che realmente fosse figliuolo di Richelieu che aveva in eterno codesta pretensione: quindi esaminò attentamente il postulante, e congetturò che i sopraccigli accosti, le labbra sottili, il naso ricurvo e i grossi pomelli di Grimaud fossero indizi perfetti. Gli disse soltanto dodici parole, e Grimaud ne rispose quattro.
«Ecco, fece Chavigny, un giovanotto come si deve; andate a farvi accettare da la Ramée, dicendogli che fate ottimamente al caso mio».
Grimaud voltò le calcagna, e andò a passare sotto l’inspezione assai più rigorosa di la Ramée. Ciò che rendeva costui più difficile si era che Chavigny sapeva di potersi riposare su di lui, ed egli voleva poter riposarsi sopra Grimaud.
Aveva Grimaud per l’appunto le qualità capaci di dare nel genio ad un birro il qual desideri un sottobirro; dimodochè dopo mille interrogazioni che ottennero appena un quarto di risposta, la Ramée affascinato da quella sobrietà di parole si stropicciò le mani ed arruolò il Grimaud.
«Gli ordini? chiese quest’ultimo.
«Eccoli. Non lasciar mai solo il detenuto, levargli qualunque arnese pungente e tagliente, impedirgli di far de’ cenni alle genti di fuori e troppe ciarle co’ suoi guardiani.