«Non v’è altro?
«Niente altro pel momento. Nuove circostanze, se ve ne saranno, daranno luogo a nuove istruzioni.
«Bene» fece Grimaud.
Ed entrò dal duca di Beaufort.
Questi stava occupato a pettinarsi la barba. La barba, ei se la lasciava crescere, ugualmente che i capelli, per far dispetto a Mazzarino mostrando la sua miseria e alterando la sua trista figura. Però, essendogli sembrato, pochi giorni innanzi, di su dalla torre, di riconoscere in fondo ad una carrozza la bella Montbazon, la di cui memoria gli era tuttavia cara, non voleva essere per lei qual era per Mazzarino, e nella speranza di rivederla aveva chiesto un pettine di piombo, che gli era stato concesso.
Il Beaufort aveva domandato il pettine di piombo, perchè alla guisa di tutti i biondi egli era di pelo un po’ rossiccio, e pettinandoselo veniva a tingerlo più cupo.
Grimaud capitato colà adocchiò il suddetto pettine posato dal principe sul tavolino, e lo prese facendo una riverenza.
Il duca guardò attonito quella figura singolare.
La figura si mise in tasca il pettine.
«Ehi! olà! che roba è questa? gridò il duca, e chi è quel birbante?»