«Sì, in coscienza, continuò il principe, oggi mi sento sì poco agile che non vi divertireste a guardarmi.

«Dunque faremo una partita alla palla, propose macchinalmente la Ramée.

«Se non v’incresce.

«Sono ai comandi di Vostra Altezza.

«Gli è, caro mio, che siete molto garbato, e vorrei rimanere eternamente a Vincennes per avere la soddisfazione di passare la mia vita con voi.

«Monsignore, io credo che non sarà colpa del ministro se non si compiono le vostre brame.

«Come, come? lo avete visto da poco in qua?

«Mi ha mandato a chiamare stamane.

«Davvero! per parlarvi di me?

«E di chi volete che mi parli? se siete propriamente il suo tormento, il suo incubo, monsignore!»