«In ogni caso, seguitò il duca, non ci vuol molto perchè la sua cucina e la sua cantina siano da meglio di quelle del signor di Chavigny.

«Eh! monsignore, fece l’altro, cadendo nel laccio, chi vi impedisce di assaggiarle? e poi, gli ho promesso di farvi essere suo ricorrente.

«Hai ragione: se debbo restar qui in perpetuo, conforme ha avuto la bontà di far intendere messer Mazzarino, bisogna ch’io mi crei una distrazione per la vecchiaja, conviene che mi faccia ghiottone.

«Date retta a un buon consiglio: per questo, non aspettate ad esser vecchio.

«Bene! borbottò da sè il signor di Beaufort, qualunque uomo, per poco che attentamente si consideri, sembra, Dio mi perdoni, avere a compagno uno dei sette peccati capitali, se non ne ha due, e par che quello di messer la Ramée sia la gola. Ne profitteremo».

Indi continuò:

«Ebbene, caro la Ramée, domani l’altro è festa.

«Sì, Altezza, è Pentecoste.

«Volete in quel giorno darmi una lezione?

«Di che?