«Di ghiottoneria.
«Volentieri.
«Ma lezione da solo a solo. Manderemo a desinare le guardie alla cucina del signor di Chavigny, e noi faremo qui una colazione di cui lascio la direzione a voi.
«Uhm!» mugolò la Ramée.
L’offerta era seducente; ma il nostro birro, per quanto avesse potuto pensar di lui svantaggiosamente il ministro, era un volpone che conosceva tutte le reti che può tendere un prigioniero: il signor di Beaufort, per quel che diceva, aveva preparati quaranta mezzi di uscir di carcere: quella colazione non celava qualche agguato?
Riflettè un momento; il resultato fu però che ordinerebbe egli stesso le vivande e il vino, ed in conseguenza a quelle nessuna polvere ed a questo nessun liquore sarebbe mescolato. Di ubbriacarlo poi il duca non poteva aver l’intenzione; anzi ei si mise a ridere all’immaginarlo: dopo di che gli venne un’idea atta a conciliar tutto.
Il signor di Beaufort aveva osservato il monologo interno di la Ramée con inquietudine, a misura che questa appariva anco dalla di lui fisonomia. Alla fine si rasserenò il viso del birro.
«Ebbene? domandò il principe, sta egli così?
«Sì, monsignore, con un patto.
«Cioè?