«In tal caso ditemi presto chi siete, e poi andatevene, soggiunse la dama con quel modo brioso che aveva in lei tanto pregio.
«Chi sono, signora? vi fu detto il mio nome: conte di la Fère. Questo nome non vi fu noto giammai. In passato io ne aveva un altro, che probabilmente sapeste, ma che di certo avete obbliato.
«Ditelo pure, non ostante.
«Prima io mi chiamava Athos».
La signora di Chevreuse, maravigliando, spalancò gli occhi. Era evidente, secondo le diceva il conte, che quel nome non fosse del tutto cancellato dalla sua memoria, ancorchè vi stesse confuso fra altre ricordanze.
«Athos?... ella fece...., aspettate....»
E si pose ambe le mani su la fronte, come per ritenere le mille idee fugaci che vi stavano rinchiuse a fissarsi un momento onde lasciarle discernere chiaro nella lor turba brillantissima.
«Volete ch’io vi ajuti, madama? seguitò Athos sorridendo.
«Oh! disse la duchessa digià stanca di cercare, mi farete piacere.
«Quell’Athos era in istretta relazione con tre giovani moschettieri che si chiamavano d’Artagnan, Porthos ed....