« — Volentieri, mio giovane signore, rispose il padrone del luogo, se volete adattarvi agli avanzi della mia cena ed a metà della mia camera.... —

«Le due viaggiatrici si consultarono un momento; quegli udì che ridevano forte, e indi il padrone, o anzi la padrona, replicò:

« — Grazie, signore, accetto.

« — Dunque cenate, questo soggiunse, e fate meno chiasso che potete, perchè ancor io ho camminato tutto il giorno e non m’increscerebbe di riposare stanotte».

Madama di Chevreuse passava da sorpresa a meraviglia, e da meraviglia a stupefazione; osservava Athos in un modo che non sapremmo definire: si scorgeva che avrebbe bramato di parlare, eppur si taceva per timore di perdere una parola del suo interlocutore.

«E poi? essa disse.

«E poi? fece Athos, ah! qui sta il difficile!

«Dite, dite, dite! a me si può dir tutto.... e d’altronde io non ci ho che fare, è cosa che riguarda Maria Michon.

«Oh! questo è giusto; seguitò Athos. Or bene, Maria Michon mangiò insieme con la sua serva, e dopo, secondo il permesso datole tornò nella stanza dove riposava il suo albergatore, intanto che Kelly si sdrajava sopra una poltrona nell’altra dov’erasi fatto il loro piccolo pasto.

«In coscienza, riprese la duchessa, ammenochè voi siate il demonio in persona, non so come possiate conoscere tutti codesti dettagli.