«Or bene, conte, soggiunse la duchessa, lasciate fare a me; mando a chiamare il principe di Marsillac, che per fortuna è adesso in Parigi, e non mi divido da lui sinchè la cosa non sia terminata.

«Ottimamente, signora duchessa; mille e mille grazie. Io pure ho per oggi da far diverse gite, e al mio ritorno, cioè sulle sei ore di sera, attenderò all’albergo il visconte.

«Che farete questa sera?

«Andremo dall’abate Scarron, per cui ho una lettera, e dal quale devo incontrare un amico mio.

«Benone; ci passerò ancor io per un momento; sicchè non vi partite dalle sue sale finchè non mi abbiate veduta».

Athos salutò madama di Chevreuse e si dispose ad uscire.

«Eh via, signor conte, disse ridendo la duchessa, e si lasciano con tanta cerimonia gli antichi amici?

«Ah! balbettò Athos baciandole la mano, se avessi saputo che Maria Michon era una creatura tanto amabile!...»

E se ne andò sospirando.

XXIII. L’abate Scarron.