«Si vede che voi siete un onest’uomo, soggiunse lo stesso che aveva già parlato, e che il Mazzarino è propriamente un flagello.

«Ohimè! fece Athos, e a chi lo dite!»

E si separarono dopo molti scambievoli atti di cortesia.

«Cade bene in acconcio, disse poi Athos al visconte, giacchè dovevamo andarci, presenteremo le nostre condoglianze a quel povero uomo.

«E chi è quello Scarron, che così mette a soqquadro Parigi? domandò Raolo, forse qualche ministro in disgrazia?

«Oh! no, mio caro, è semplicemente un piccolo gentiluomo, di grande spirito, che sarà in disgrazia del ministro per aver fatta qualche quartina contra di lui.

«I gentiluomini compongono versi? richiese Raolo ingenuamente; credevo che questo fosse un derogare.

«Sì, visconte, replicò Athos ridendo, così è quando e’ si fanno cattivi, ma se si fan buoni illustrano anche di più. Vi sia d’esempio il signor di Rotrou. Ciò non ostante (continuò col tuono in cui uno darebbe un buon consiglio) io penso che sia meglio il non farne.

«Sicchè quel signore Scarron è poeta?

«Sì; ormai siete avvertito, e in quella casa state guardingo, non parlate che a gesti, o piuttosto ascoltate soltanto.