«A San-Mandé.

«Chi ve lo ha detto?

«Il conte di Rochefort!»

Si appressava qualcuno.

«E le idee filosofiche erano quelle che mancavano all’infelice Voiture. Io cedo alla opinione del signor Coadjutore: puro poeta.

«Sì, di certo, soggiunse Menage, per poesia egli era stupendo, portentoso, eppure la posterità per quanto lo ammiri gli darà una taccia, cioè di aver messo nella fattura de’ suoi versi una soverchia licenza; egli ha uccisa la poesia senza saperlo.

«Uccisa! così va detto, confermò Scudery.

«Ma che capolavori sono le sue lettere! obiettò la Chevreuse.

«Oh! sotto quell’aspetto, continuò madamigella di Scudery, è assolutamente illustre.

«È vero, replicò la Paulet, ma fino a tanto che scherza; giacchè nel genere epistolare serio è insoffribile, e se non dice le cose con molta durezza, converrete bensì che le dice malissimo.