«Sinchè mi compatite, signore, insistè il visconte, e vi degnerete dirmi chi è colei, che chiamate la bella Indiana.

«Sì, certo: è una delle più amabili persone ch’esistano: madamigella Francesca d’Aubigné.

«È forse della famiglia del famoso Agrippa amico del re Enrico IV?

«È sua nepote. Viene dalla Martinica, ed ecco perchè la chiamo la bella Indiana».

Raolo aprì tanto d’occhi, e gli occhi suoi si incontrarono in quelli della signorina, la quale sorrise.

Si seguitava frattanto, a discorrere di Voiture.

«Signore, richiese madamigella d’Aubigné a Scarron come per entrare nella conversazione ch’esso aveva col visconte, non ammirate gli amici del povero Voiture? ma udite un po’ come lo spennano nel tempo che lo lodano! Uno gli toglie il buon senso, l’altro la poesia, questo l’originalità, quello il gusto comico, uno l’indipendenza, un altro.... Dio buono! e che gli lasceranno, all’assolutamente illustre, come ha detto madamigella di Scudery?»

Scarron si mise a ridere, e Raolo pure. La bella Indiana sorpresa dell’effetto da lei prodotto abbassò il ciglio e ritornò nell’ingenuo suo aspetto.

«È molto spiritosa!» disse Raolo.

Athos sempre nel vano della finestra osservava tutta la scena con un sorriso di disprezzo sul labbro.