«Grazie, rispose Raolo commosso.
«Eccoci a San Dionigi», balbettò Athos.
Erano appunto alla porta della città custodita da due sentinelle. Una di esse disse all’altra:
«Ecco ancora un giovine gentiluomo che mi ha la cera di andare all’armata».
Athos si volse: tutti quei che si occupavano anche in modo indiretto di Raolo prendevano tosto per lui il maggiore interesse.
«Da che ve ne avvedete? domandò al soldato.
«Dal suo aspetto, colui rispose, e poi egli è dell’età voluta; per oggi è il secondo.
«È già passato stamane uno simile a me? richiese Raolo.
«Sì signore, di nobil figura e in bellissimo equipaggio; mi è sembrato figliuolo di qualche gran signore.
«Sarà per me un compagno di viaggio, disse il giovanetto ad Athos, ma ohimè! non mi farà obliare quello che io perdo.