«Sì, anzi, ribattè il Beaufort, e debbo confessarlo, sarà follia, non dico di no, ma di quando in quando ci penso tuttora.
«Sempre, con uno dei vostri quaranta mezzi, monsignore?
«Eh sì!
«Ecco, via, giacchè siamo a sfogarci, ditemi una delle quaranta maniere inventate da Vostra Altezza.
«Volentieri, rispose il duca, Grimaud, datemi il pasticcio.
«Sto ad ascoltare», disse la Ramée, e buttandosi giù sulla seggiola, alzava il bicchiere, e faceva occhiolino per guardare il sole al tramonto a traverso al liquore color di rubino che in quello si conteneva.
Il signor di Beaufort diede un’occhiata all’orologio: tra dieci minuti sonerebbe le sette.
Grimaud recò il pasticcio davanti al principe. Questi pigliò il suo coltello con la lama d’argento per togliere il coperchio; ma la Ramée per timore che accadesse uno sconcerto a quella bella vivanda, gli porse il suo coltello che avea la lama di ferro.
«Grazie, la Ramée, disse il duca prendendolo.
«Ebbene? domandò il birro, quel bellissimo mezzo?