«Ma Dio buono! caro di Rochefort, vi figurate che il Palazzo Reale sia un soggiorno molto allegro? no no: anche noi, vi assicuro, vi abbiamo avuti grandi tormenti. Ma basta, non discorriamo più di questo. Io giuoco a giuoco scoperto, al mio solito: orsù, siete dei nostri?
«Monsignore, dovete capire che non bramo di meglio; bensì, non sono più a giorno di nulla. Alla Bastiglia non si chiacchiera di politica se non con i soldati e i carcerieri, e non avete idea quanto quelle genti siano poco istruite di quel che succede. Io sono ancora al signor di Bassompierre.... È sempre uno dei diciassette signori?
«È morto, e questa è una gran perdita. Era uomo zelante per la regina, e gli uomini zelanti sono rari!
«Per Diana! lo credo, fece Rochefort, quando ne avete li mandate alla Bastiglia!
«Ma infatti, disse Mazzarino, che cosa prova la devozione, lo zelo?
«L’azione, replicò Rochefort.
«Ah! sì, l’azione, ripetè il ministro riflettendo, ma dove trovarli gli uomini da azione?»
Rochefort tentennò il capo.
«Non ne mancano mai: egli è soltanto, monsignore, che voi cercate male.
«Come, male? che volete dire, mio caro?... Dovete aver imparato di molto nell’intima vostra relazione col defunto ministro.... Ah! era un uomo sì grande!