«Fossi gonzo! rispose il tribolato, è cosa buona per il re di farsi vedere a quel modo.... Gervasia, di’ loro che sto meglio, di’ loro che mi metterò, non mica al balcone, ma in letto, e che se ne ne vadano.
«Ma perchè se n’hanno da andare? E’ vi fa onore, che stiano là!
«Oh! non l’intendi, che mi faranno arrestare, mi faranno impiccare? esclamava il vecchietto fuor di sè, ah! ecco che mia moglie è svenuta!
«Broussel! seguitavano di sotto, evviva Broussel! un chirurgo per Broussel!»
Fecero tanto schiamazzo che accadde ciò che avea previsto il consigliere; un mucchio di guardie scacciò a calciate di fucile quella turba, bensì del tutto innocua. Ma alle prime strida di: «soldati! pattuglia!» Broussel tremando lo avessero a prendere per istigatore del tumulto, si rimpiattò bell’e vestito nel letto.
Mercè lo sgombro fatto dalle guardie, la Gervasia per comando reiterato tre volte dall’ammalato, riuscì a chiudere il portone. Ma non sì tosto l’ebbe serrato e fu salita presso all’infermo, che venne bussato fortemente.
La signora Broussel tornata in sè levava le calze al marito tremando come una foglia.
«Guardate chi picchia, disse il consigliere, e non aprite che dopo schiarimento».
La Gervasia guardò, e rispose:
«È il signor presidente Blancmesnil.