I dottori si guardarono in viso, mal comprendendo come si fossero riuniti tre soggetti fra i più dotti della Facoltà di Parigi per una simile inezia.
«Ebbene? domandò il coadjutore.
«Ebbene? il duca.
«Ebbene? il principe.
«Speriamo che l’accidente non abbia conseguenze; disse uno dei seguaci d’Esculapio; ci ritireremo nella stanza vicina per concertare le ricette.
«Broussel! notizie di Broussel! strillava la folla, come sta Broussel?»
Il coadjutore corse alla finestra. Al suo aspetto la turba fe’ silenzio.
«Amici, ei disse, riconfortatevi, egli è fuor di pericolo; ma la ferita è grave e abbisogna riposo».
Subito echeggiarono sulla strada altri urli:
«Viva Broussel! viva il coadjutore!»