«Così bisogna» soggiunse Athos.

E poi con voce più bassa e dolce:

«Così voglio».

Aramis, ancor più pallido, ma soggiogato da quel gesto, dominato da quella voce, ruppe la lama pieghevole, incrociò le braccia, ed aspettò bollendo di rabbia.

Questo movimento fece retrocedere d’Artagnan e Porthos; il primo non cavò fuori il brando, l’altro ripose il suo.

«Giammai, disse Athos alzando verso il cielo la destra, giammai, lo giuro innanzi a Dio che ne vede e ne ascolta, durante la solennità di questa nottata, l’arme mia non toccherà le vostre; giammai il mio occhio non avrà per voi uno sguardo d’ira, nè il mio cuore un sol palpito d’odio. Noi vivemmo insieme, insieme odiammo ed insieme amammo; tra noi si sparse il nostro sangue, e si confuse, e forse aggiungerò pure, fra noi v’ha un vincolo più possente di quello dell’amistà, forse v’ha il contratto e l’unione del delitto; imperciocchè tutti e quattro abbiamo condannato, giudicato, giustiziato un essere umano che non avevamo probabilmente diritto di torre da questo mondo, per quanto, meglio che a questo mondo sembrasse appartenere all’inferno. D’Artagnan, io sempre vi amai come un mio figlio; Porthos, per dieci anni dormimmo uno a fianco dell’altro; Aramis è vostro fratello come mio, giacchè vi ha amati come io vi amo e vi amerò sempre. Che può essere Mazzarino, per noi, che sapemmo forzare la mano e il cuore di un uomo qual era Richelieu? Ch’è egli questo o quel principe, per noi che abbiamo consolidata la corona sul capo ad una regina? D’Artagnan, io vi domando perdono di aver incrociato il ferro con voi; altrettanto fa Aramis per Porthos. E adesso, aborritemi, se potete, ma io vi giuro che ad onta dell’odio vostro, non avrò per voi se non stima ed amicizia.... Aramis, ripetete le mie parole, e indi, s’essi il vogliono e voi pure il volete, si abbandonino per sempre gli antichi nostri amici».

Fuvvi un istante di silenzio solenne. Così lo troncò poscia Aramis:

«Io giuro (e favellava con la fronte serena e sguardo leale, ma con tal voce in cui sentivasi un ultimo tremito di agitazione) giuro che non ho più verun odio contro a coloro che furono miei amici; giuro che provo rammarico, o Porthos, di aver toccato la vostra spada; giuro alfine, che non solo la mia non sarà più rivolta al vostro petto, ma anche nelle più arcane profondità del mio pensiero non rimarrà nell’avvenire tampoco apparenza di sentimenti ostili contro di voi. Venite, Athos».

Athos fece un moto per ritirarsi.

«Oh no, no! non ve ne andate! esclamò d’Artagnan trasportato da uno di quegli impulsi irresistibili che discuoprivano il calore del suo sangue e l’ingenua rettitudine dell’animo suo, non ve ne andate! chè anch’io ho da fare un giuramento. Giuro che darei fino all’ultima goccia del mio sangue, sino all’ultimo brano delle mie carni, per conservare la stima di un uomo simile a voi, Athos, l’amicizia di un par vostro, Aramis».