«E sempre vivo? chiese l’oste»

Grimaud, senza replicare, gli sfibbiò la sottoveste per tastargli il cuore mentre il locandiere pure si avvicinava. Però ad un tratto rinculavano ambedue, l’oste con un grido di paura, Grimaud impallidito.

La lama del pugnale era cacciata sino all’elsa dalla parte sinistra del petto del carnefice.

«Correte a cercare ajuto! disse Grimaud, io resterò presso di lui».

L’oste uscì di camera fuori di sè. La moglie era giù scappata udendo l’urlo dello sposo.

XXXV. Colloquio segreto.

Ecco ciò ch’era avvenuto.

Noi già vedemmo che non per sua volontà, ma anzi a mal in cuore, il soggetto qualificatosi per monaco seguitava il ferito raccomandatogli in modo tanto singolare; chi sa che non avesse tentato di fuggire ove gli fosse riuscito possibile? Ma le minacce dei due gentiluomini, la scorta rimasta indietro ad essi, e che di sicuro avea ricevute loro istruzioni, e finalmente per dirle tutte, anco la riflessione, lo aveano indotto a far sino all’ultimo, senza mostrare troppa contrarietà, la parte da lui assunta di confessore, ed entrato oramai in camera si accostò al letto dell’ammalato.

Il boia esaminò, con l’occhiata rapida ch’è particolare a quelli che stanno per morire e in conseguenza non han tempo da perdere, la faccia di colui ch’esser doveva il suo consolatore; fece un atto di sorpresa, e disse, come avesse un presentimento:

«Padre, siete molto giovane.