«Delirio! ripetè, delirio, voi dite! Oh no, no! poichè fu di sera, perchè io gettai il suo corpo nel fiume, perchè le parole che mi van ripetendo i miei rimorsi, quelle parole, io nel mio orgoglio le pronunciai, e dopo essere stato istromento di umana giustizia, mi credevo divenuto quello della giustizia di Dio!

«Ma sentiamo.... come andò? spiegatevi....

«Era di sera; venne a cercarmi un tale, e mi mostrò un ordine. Andai seco. Altri signori mi attendevano. Mi condussero con loro immascherato. Io mi riserbava sempre a far resistenza ove mi paresse ingiusto l’ufficio che da me richiedevasi. Facemmo cinque o sei leghe, tristi, taciti e quasi senza ricambiare un accento. Al fine, dalle finestre di una piccola capanna mi additarono una donna che posava le gomita sopra una tavola, e mi dissero:

« — Ecco quella che si deve giustiziare.

«Orrore! e voi obbediste?

«Padre, quella femmina era un mostro; aveva, per quanto asserivasi, avvelenato il suo secondo marito, tentato di assassinare il cognato che si trovava fra coloro, avvelenata una giovane sua rivale, e innanzi di abbandonare l’Inghilterra, anche questo si accertava, avea fatto stilettare il favorito del re.

«Buckingham? esclamò il religioso.

«Sì, Buckingham.

«Talchè ella era inglese?

«No, francese, ma maritatasi in Inghilterra».