«Lo conoscevo.

«Ed è morto?

«Sì».

I due signori si guardarono.

«Che volete? disse d’Arminges, tale è la legge comune, ed uno non n’è mica esente per essere stato boja. Dal momento che ho veduta la sua piaga ne ho avuta pessima idea, e ben vi è noto ch’era uguale l’opinione di lui, poichè chiedeva un monaco».

Alla parola di monaco Grimaud si accigliò.

«Animo, a tavola! fece d’Arminges, il quale a guisa di tutti gli uomini dell’età sua non ammetteva la sensibilità fra due portate.

«Sì, avete ragione, rispose Raolo; orsù, Grimaud, fatti dar l’occorrente, ordina, comanda, e dopo che ti sarai riposato discorreremo.

«No, no, replicò Grimaud, non posso trattenermi un istante, mi conviene ripartire per Parigi.

«Come! oh, t’inganni.... è Olivain che parte, tu resterai qui.