L’ordine di battaglia della domane sarebbe lo stesso che quello delle posizioni prese nel dì precedente. Ognuno si troverebbe sul terreno ove dovea manovrare.

Fu eseguito il movimento col massimo silenzio e con la maggior precisione. Alle dieci cadauno era al suo posto; alle dieci e mezza Luigi di Borbone visitò i posti di guardia e diede l’ordine dell’indomani.

Oltre a tutte le cose, tre erano quelle raccomandate ai capi, i quali invigilerebbero all’esatta osservanza delle medesime ingiunta ai soldati:

La prima, che i diversi corpi si guarderebbero attentamente nella marcia, onde cavalli e fanti stessero bene sulla medesima linea, ed ognuno si mantenesse negli spazj opportuni;

La seconda di non andare alla carica se non di passo;

La terza, di lasciare che il nemico fosse il primo a tirare.

Il principe diede il conte di Guiche al di lui padre, e tenne per sè Bragelonne. Ma i due giovani domandarono di passare insieme quella notte, e ciò fu loro accordato.

Venne messa per essi una tenda vicina a quella del maresciallo. Benchè molte fossero state le fatiche della giornata, nè l’uno nè l’altro aveva bisogno di dormire.

D’altronde è cosa grave ed imponente anco pei vecchi militari la vigilia di una battaglia, e tanto più per due giovanetti che pella prima volta si accingevano a vedere un tale spettacolo.

Alla vigilia della battaglia si pensa a mille cose, che sino allora obliate ritornano in mente; gl’indifferenti diventano amici, gli amici diventano fratelli.