Dopo un momento venne Laporte.
Il fanciullo gli andava incontro senza abbracciare la madre.
«Ebbene, Luigi, disse Anna, perchè non mi abbracciate?
«Credevo che foste adirata meco, signora, mi scacciate.
«Non vi scaccio, ma avete avuto ora appunto il vajuolo, siete ancora incomodato, e temo che a vegliare vi stanchiate di troppo.
«Non avete avuto lo stesso timore quando oggi mi avete fatto andare al palazzo a dare quei brutti editti che hanno fatto mormorar tanto il popolo.
«Sire, disse Laporte per fare un diversivo, a chi vuole Vostra Maestà ch’io dia il candelliere?
«A chi tu vuoi, Laporte, rispose il re, purchè (aggiunse a voce alta) non sia il signor Mancini».
Mancini era un nepote del ministro, cui questi aveva posto presso al re come garzoncello d’onore, e su cui Luigi XIV riportava una porzione dell’odio che aveva per lo zio di lui.
Ed il piccolo re se ne andò senza dare un bacio alla genitrice nè salutare Mazzarino.