«Sì, aggiunse Porthos esaminando con compiacenza il brando appeso alla parete, lo aspettiamo, venga!
«E d’altronde, è un ragazzo!» rimarcò Aramis.
Grimaud si levò fieramente.
«Un ragazzo! gridò, sapete che cosa ha fatto quel ragazzo? Travestito da monaco ha scoperto tutta la storia in un colloquio avuto col boja di Bethune, il quale credendolo realmente tale, voleva confessarsi, e dopo aver da lui saputo tutto, gli ha piantato nel cuore questo pugnale. Ecco, esso è ancora rosso e bagnato, giacchè non sono più di trenta ore ch’è tratto fuori dalla piaga».
E Grimaud gittò sulla tavola lo stiletto dimenticato dal finto frate nella ferita del boja.
D’Artagnan, Porthos ed Aramis si alzarono con un movimento spontaneo, e corsero ad impugnare le spade.
Athos solo restò seduto, quieto e pensoso.
«E dici tu, Grimaud, ch’è vestito da monaco?
«Sì.
«E che uomo è egli?