«Più disperata ch’ei non lo pensi, o signora. Sua Maestà ha il cuore sì buono che non comprende l’odio, sì leale che non si figura il tradimento. L’Inghilterra è attaccata da uno spirito di vertigine, ch’io temo non si estingua se non nel sangue.
«Ma lord Montrose? Io aveva udito a parlare di grandi e rapidi successi, di battaglie guadagnate ad Inverlashy, ad Auldone, ad Alfort e a Kilsyth. Avevo inteso dire marciasse alla frontiera per riunirsi al suo re.
«Sì, ma alla frontiera ha incontrato Lesly. Egli aveva stancata la vittoria a forza d’imprese sovrumane, e la vittoria lo ha abbandonato. Montrose battuto a Phillippaugh è stato costretto a licenziare i resti della sua armata ed a fuggire travestito da lacchè. Egli è a Bergen in Norvegia.
«Dio lo salvi! disse la Regina. Almeno è una consolazione il sapere che siano in sicuro quei che tante volte arrischiarono per noi la propria vita. Ed ora che veggo la posizione del re quale essa è, cioè senza scampo, ditemi ciò di che siete incaricato dal mio regio sposo.
«Or bene, rispose di Winter, il re brama che procuriate di penetrare le disposizioni del re e della regina a suo riguardo.
«Ma lo sapete pure! il re è un bambinello, e la regina è una donna anche ben debole: il signor di Mazzarino è tutto.
«Vorrebbe forse fare in Francia la parte che fa Cromvello in Inghilterra?
«No no; è un Italiano scaltro e basso, che probabilmente sogna il delitto, ma non oserà mai commetterlo; ed al contrario di Cromvello che dispone di ambo le Camere a suo talento, Mazzarino non ha altro appoggio che la regina nel suo conflitto col Parlamento.
«Allora, ragione di più perchè protegga un re contro il quale sono accaniti i Parlamenti».
La regina scosse il capo, e disse con qualche amarezza: