«Si tratta della guerra che il re mio consorte sostiene contro i suoi sudditi ribelli. Forse ignorate che in Inghilterra v’hanno continui combattimenti, ed altri ve ne avranno tra poco, molto più decisivi che sinora non fossero?

«Lo ignoro del tutto. (Ed il ministro si stringeva nelle spalle nel pronunziare queste parole) eh! le guerre nostre occupano abbastanza il tempo e la mente di un povero ministro inetto ed infermo quale io sono.

«Or bene, io dunque vi dirò che Carlo I mio sposo è alla vigilia d’impegnare un’azione decisiva. In caso di perdita (Mazzarino fece un movimento).... bisogna preveder tutto.... in caso di perdita, desidera ritirarsi in Francia e viver quivi da semplice suddito. Che dite di tal progetto?»

Mazzarino aveva ascoltato senza che alcuna fibra del suo viso manifestasse l’impressione ch’ei risentiva; intanto il suo sorriso si manteneva al solito finto e carezzevole, ed allorchè Enrichetta ebbe terminato, ei rispose con la voce più melliflua che potesse:

«E credete, signora, che la Francia agitata e bollente com’è per sè stessa, sia un porto di salvezza per un re balzato dal soglio? La corona sta digià poco solida sulla testa al re Luigi XIV, come potrebbe egli sopportare un duplice peso?...

«Codesto peso non è stato molto grave in quanto concerne me, interruppe Enrichetta, ed io non chiedo che pel mio consorte si faccia più di ciò che per me fu fatto. Vedete che siamo re assai modesti!

«Oh! voi, signora, si affrettò a soggiungere Mazzarino onde troncare le spiegazioni che vedeva prossime, per voi è tutt’altro; una figlia di Enrico IV, una figlia di quel re, grande, sublime....

«Lo che non v’impedisce di ricusare ospitalità al suo genero, non è così? Eppure dovreste ricordarvi che quel re, grande, sublime, proscritto un giorno secondo ora sarà il mio marito, andò a chiedere soccorso all’Inghilterra, e questa glielo diede: vero è però che la regina Elisabetta non era sua nepote.

«Peccato! fece Mazzarino imbrogliato da quella logica sì semplice, Vostra Maestà non mi capisce; giudica male le mie intenzioni, e senza dubbio perchè mi spiego poco bene in francese.

«Parlate in italiano. La regina Maria dei Medici nostra madre ne insegnò quell’idioma innanzi che Richelieu vostro predecessore la mandasse a morire nell’esiglio. Se alcun che è pur rimasto di quel grande e sublime re Enrico del quale testè faceste menzione, oh! deve meravigliare al sommo di codesta ammirazione profonda per lui congiunta a così poca pietà per la sua famiglia».