«Ah signora! mio Dio, come poco mi conoscete!»

Ma la regina, senza nemmeno voltarsi dalla parte di quello che spargeva finte lacrime, s’incamminò sino all’uscio del gabinetto, lo aperse, ed in mezzo alle numerose guardie dell’Eccellenza, ai cortigiani assidui a farle la corte, al lusso di una regina rivale, andò a prendere per mano di Winter, rimasto solo, in piedi ed isolato.... povera sovrana ormai decaduta davanti alla quale tutti s’inchinavano ancora per mera etichetta, ma che infatti non aveva più che un braccio su cui potesse appoggiarsi.

«Non importa, disse Mazzarino quando fu solo, mi ha dato non poco tormento, e mi tocca una parte assai difficile.... Io però non ho detto niente nè all’uno nè all’altra.... Uhm! il Cromvello è un terribile cacciatore di re; compiango i suoi ministri, qualora arrivi mai a prenderne.... Bernouin!»

Comparve Bernouin.

«Si veda subito se il giovane con il giubbetto nero e i capelli corti che dianzi introduceste da me è tuttora in palazzo».

Bernouin uscì.

Mazzarino impiegò il tempo della sua assenza a girare di nuovo in fuori il castone dell’anello, a stropicciare il brillante, ad ammirarne la bellissima acqua, e siccome aveva ancora negli occhi una lagrima che gli offuscava la vista, scosse il capo per farla cadere.

Tornò Bernouin con Comminges ch’era di guardia.

«Monsignore, disse quest’ultimo, mentre accompagnava il giovane di cui Vostra Eccellenza fa ricerca, egli si è accostato alla porta coi cristalli della galleria, ed ha guardato con meraviglia qualche cosa, sicuramente il bel quadro di Raffaello che le sta dirimpetto: poi ha pensato un poco, ed ha scesa la scala. Mi è sembrato di vederlo montare sopra un cavallo grigio ed uscire dal cortile del palazzo. Ma Vostra Eccellenza non va dalla regina?

«A che fare?