Il quale mossi tre passi verso la sovrana, s’inginocchiò dicendo:
«Io reco a Vostra Maestà una lettera del mio amico signor conte di Guiche, che mi ha detto aver l’onore di essere fra i vostri servi; questa contiene una importante notizia e le proteste del suo rispetto».
Al nome del conte di Guiche si copersero di rossore le guancie della giovinetta; la genitrice la guardò in atto alquanto severo.
«Ma Enrichetta, ella le disse, mi avete riferito essere la lettera del maresciallo di Grammont.
«Così credevo, signora, quella balbettò.
«È mia la colpa, replicò Raolo, difatti io mi annunziai come venuto per incarico del maresciallo; ma egli ferito nel braccio diritto, non fu in grado di scrivere, ed il conte di Guiche gli fece da segretario.
«Vi è stata dunque battaglia? chiese la regina indicando a Bragelonne con un gesto di alzarsi.
«Sì signora», costui rispose.
E diè il foglio a di Winter, che già avanzatosi a riceverlo lo trasmetteva alla sovrana.
Alla nuova di un combattimento la giovane principessa schiuse il labbro per fare una domanda che senza dubbio la interessava, ma non proferì un accento, e le belle rose venutele dapprima sul volto a grado a grado si dileguarono.