«Il conte di la Fère! essa esclamò, non diceste così?»
Di Winter non poteva dar fede a ciò che aveva udito.
«Il conte di la Fère! ripetè egli pure, ve ne prego, ditemi, il conte di la Fère non è un signore ch’io conobbi bello e prode, che fu moschettiere di Luigi XIII, e può avere adesso quarantasette o quarantotto anni?
«Sì signore, precisamente.
«E che serviva sotto un nome da lui assunto....
«Sotto nome di Athos. Anche ultimamente intesi il suo amico signor d’Artagnan a chiamarlo in tal guisa.
«Appunto, signora, appunto! seguitò il conte. Ah sia lodato Iddio!... Ed è in Parigi? (richiese a Raolo).... Sperate, sperate ancora! (disse ad Enrichetta) la Provvidenza si manifesta a favor nostro, poichè fa ch’io ritrovi questo prode gentiluomo in modo tanto miracoloso. E dove abita, signore? dove abita, di grazia?
«Il signor conte di la Fère è alloggiato in via Guénégaud, all’albergo del gran re Carlomagno.
«Grazie.... Prevenite il mio degno amico acciò rimanga nelle sue stanze.... tra poco andrò ad abbracciarlo.
«Obbedisco con sommo piacere, se Sua Maestà si degna licenziarmi.