«Sì, milord.

«E chi è?

«Non lo so; ma viene appresso a Vostra Grazia sino dal Palazzo Reale, si è fermato al Louvre per attendere ch’ella uscisse, ed al Louvre si è mosso nuovamente con lei.

«Qualche spione del ministro! fece tra sè di Winter, fingiamo non accorgerci della sua sorveglianza».

E dato di sprone s’inoltrò nel laberinto di strade che conducevano al suo palazzo situato dalla parte del Marais; avendo abitato lungo tempo sulla piazza Reale, era tornato naturalmente ad alloggiarsi in prossimità dell’antica sua dimora.

L’incognito spinse al galoppo il suo cavallo.

Di Winter smontò all’albergo, e salì al suo quartiere, proponendosi di far osservare quella spia con ogni premura. Ma intanto che posava i guanti e il cappello sul tavolino, vide ad uno specchio che aveva dinanzi una figura che compariva sulla soglia della camera.

Si volse: gli stava davanti Mordaunt.

Di Winter impallidì e restò immobile.

Mordaunt rimaneva sull’uscio, freddo, minaccioso, e simile alla statua del Commendatore.