«Reduce in Francia, avvelenò nel convento degli Agostiniani di Bethune una giovane donna amata da un di lei nemico. Questo delitto vi persuaderà che giusto fosse il gastigo? e di questo io ho la prova!

«Era mia madre! ripetè Mordaunt, che alle sue tre esclamazioni aveva data una forza sempre progressiva.

«Finalmente sozza di uccisioni, di crapula, a tutti odiosa, minacciante tuttavia come una pantera sitibonda di sangue, soccombè sotto i colpi di uomini che avea ridotti alla disperazione e che mai non le avevano recato il menomo danno; trovò dei giudici, che contro lei richiamarono gli esecrandi suoi attentati; e quel carnefice che voi vedeste, quel carnefice che tutto vi narrò, deve avervi pur detto ch’egli stesso balzava di gioja nel vendicare su di lei il vituperio ed il suicidio di suo fratello. Zitella corrotta, moglie adultera, sorella snaturata, omicida, avvelenatrice, orribile a tutti quanti conosciuta l’avevano, a tutte le nazioni che l’avevano accolta nel lor seno, morì maledetta dal cielo e dalla terra.... Ecco, ecco qual’era quella donna!»

Un violento singulto più forte che la volontà di Mordaunt straziò a questo la gola e gli rimandò il sangue sul pallido volto; strinse egli le pugna, e con la guancia molle di sudore, e i capelli irti sulla fronte come quelli di Amleto, ei gridò furibondo:

«Tacete! era mia madre! i suoi disordini non mi son noti; i suoi vizj non mi son noti; i suoi delitti non mi son noti! Ma quel ch’io so, è che avevo una madre, è che uomini uniti in lega contro una donna la uccisero clandestinamente, crudelmente, da vili, da vili! quel ch’io so, è che fra costoro eravate ancor voi, signore! voi, mio zio, e che diceste al pari degli altri, e più forte degli altri: — È d’uopo ch’ella muoja! — E quindi ve ne avverto, e date ascolto a queste parole, e vi si scolpiscano nella memoria in guisa che giammai non le obbliate: l’assassinio che tutto mi tolse, l’assassinio che mi privò del mio nome, l’assassinio che m’impoverì, l’assassinio che mi rese depravato, malvagio, implacabile, di questo assassinio vi chiederò ragione, prima a voi, e poi a quelli che furon vostri complici, quando io venga a conoscerli».

Con l’odio nelle pupille, la spuma sulla bocca, il pugno teso, Mordaunt aveva mosso un passo di più, passo terribile, passo minaccioso incontro a di Winter.

Questi diè mano alla spada, e disse col sogghigno proprio di un uomo che da trent’anni già scherzi con la morte:

«Signore, volete assassinarmi? allora vi riconoscerò per mio nepote, perocchè siete veramente figlio di vostra madre.

«No! ribattè Mordaunt, e sforzava a frenarsi e a tornare nel loro stato naturale tutte le fibre del volto, tutti i muscoli del corpo, no! non vi ucciderò, almeno pel momento, perchè senza di voi non iscuoprirei gli altri; ma quando noti essi mi siano, oh tremate! io trafissi col mio pugnale il boja di Bethune; senza pietà lo trafissi, senza misericordia, ed egli fra tutti era il meno colpevole».

Ciò detto, il giovanetto uscì e scese la scala con calma bastante per non essere osservato; indi sul pianerottolo d’abbasso passò davanti a Tony, che chinato sulla branca non aspettava se non un grido del padrone per correr su da lui.