«Sicchè, dividiamoci le doppie di Porthos nella guisa medesima che i luigi di D’Artagnan».

Fatta la divisione al lume del moccolino di Bazin, i due compagni s’incamminarono di nuovo.

E dopo un quarto d’ora erano alla porta San Dionigi, ove gli attendeva lord di Winter.

XLVI. Ove si prova che il primo impulso è sempre il migliore.

I nostri gentiluomini presero la strada della Piccardia, ad essi tanto nota e che ad Athos ed Aramis riproduceva alcune fra le più pittoresche rimembranze di loro gioventù.

«Se fosse con noi Mousqueton, disse Athos arrivando al luogo in cui aveano avuto contesa con varj selciatori, oh come raccapriccerebbe nel passar di qua! ve ne ricordate? qua gli venne quella palla famosa.

«Davvero, glielo menerei buono, fece Aramis, poichè mi sento imbrividire nel rammentarmene.... ecco, più là dell’albero un posticino ove credei di esser morto a dirittura».

Continuarono innanzi. In breve toccò a Grimaud a scendere col pensiero nella propria memoria. Giunto di faccia all’albergo in cui esso ed il suo padrone avevano fatta già tempo una sì enorme gozzoviglia, si accostò ad Athos, ed accennandoli lo spiraglio della cantina pronunziò.

«Salsicciotti!»

Athos si mise a ridere, e quella follia degli anni suoi giovanili gli sembrò divertevole come se taluno gliela narrasse avvenuta ad un altro.