Finalmente dopo due giorni e una notte arrivarono, verso sera e con bellissimo tempo, a Boulogne, città in allora poco men che deserta, costrutta affatto sull’altura; quella che chiamasi la città bassa non esisteva. Boulogne stava in una posizione formidabile.
Quando furono alle porte, di Winter disse:
«Signori, facciamo qui come a Parigi: separiamoci per evitare i sospetti; io ho una locanda poco frequentata, ma di cui il padrone è tutto dedito a me, ed io ci vado, perchè là devono aspettarmi delle lettere; voi, andate al primo albergo della città, per esempio alla Spada del grande Enrico; rinfrescatevi, e tra due ore trovatevi sullo scalo, vi sarà ad attenderci la nostra barca».
Così fu stabilito. Lord di Winter continuò lungo i bastioni esterni onde entrare da un’altra porta, mentre i due amici entrarono da quella davanti alla quale si trovavano. Dopo duecento passi s’imbatterono nella locanda indicata.
Fecero rinfrescare i cavalli, ma senza toglier loro la sella; i servi cenarono, giacchè cominciava ad esser tardi, ed i padroni, impazienti d’imbarcarsi diedero ad essi il convegno sullo scalo, con ordine di non barattar parole con chi si fosse. Ci s’intende che tale raccomandazione riguardava unicamente Blaisois; per Grimaud da gran tempo era superflua.
Athos ed Aramis scesero verso il porto.
Entrambi, per gli abiti polverosi che avevano addosso, e per quell’aria disinvolta che sempre fa riconoscere un uomo assuefatto a viaggiare, richiamarono l’attenzione di alcuni che erano colà a spasso.
Ed uno specialmente ne videro a cui il loro arrivo aveva prodotta una certa impressione. Quest’uomo, ch’essi erano stati i primi ad osservare pelle medesime cause che avevano fatto osservar loro dagli altri, andava su e giù malinconico; appena gli ebbe adocchiati non cessò più di esaminarli, e si mostrò bramosissimo di rivolger loro la parola.
Era giovane e pallido; aveva gli occhi di un color turchino tanto dubbio che pareva variassero come quelli della tigre secondo i colori che riflettevano; l’andatura, ancorchè lenta ed incerta, aveva un non so che d’ardito; era vestito di nero, e portava con molto garbo la spada.
Athos ed Aramis si fermarono a guardare una piccola lancia legata ad un piuolo e come apparecchiata per attender gente.