«Sì, son io, mio zio, il figlio di milady; io monaco, io segretario e amico di Cromvello, e vi conosco voi ed i vostri compagni».

Nel battello erano tre uomini, valorosi al certo, e dei quali nessuno avrebbe osato porre in dubbio il coraggio; ebbene! a quella voce, a quell’accento, a quel gesto, si sentirono scorrere nelle vene un brivido di terrore.

A Grimaud si erano drizzati in testa i capelli, e dalla fronte gli colava il sudore.

«Ah! disse Aramis, è il nepote, è il finto frate, è il figliuol di milady, come dice da sè!

«Ohimè, sì! borbottò di Winter.

«Dunque aspettate».

Ed Aramis, col terribile sangue freddo che aveva nelle occasioni supreme, prese uno dei due moschetti che reggeva Tony, lo caricò, e pigliò di mira quell’uomo che stava in piedi sullo scoglio perseguitandolo con la mano e con lo sguardo come l’angiolo delle maledizioni.

«Fuoco!» gridò Grimaud fuori di sè.

Athos si slanciò sulla canna della carabina ad impedire la botta.

«Il diavolo vi porti! esclamò Aramis, l’avevo tanto bene messo a punto, gli avrei piantata la palla in mezzo al petto.